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Il
punto della situazione dell'industria cartaria:
2001- 2002 |
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Il
forte rallentamento dell’economia internazionale nel secondo
semestre del 2001, che abbiamo vissuto tutti direttamente, - ha
detto Giovanni Dell’Aria Burani, Presidente di Assocarta, nella
sua relazione all’Assemblea - ha fatto sentire pesantemente i suoi
effetti anche sull’attività dell’industria cartaria a livello
mondiale confermando ancora una volta la stretta relazione che lega
l’attività del settore alla congiuntura economica generale.
Gli eventi dell’11 settembre e quelli politico-militari che ne
sono seguiti hanno appesantito notevolmente la già difficile
situazione economica e hanno determinato uno slittamento dei tempi
della possibile ripresa che sono stati ricollocati almeno nella
seconda metà del 2002; prova ne sia infatti che tutte le principali
aree hanno registrato significative flessioni delle produzioni
cartarie.
In Italia la produzione di carta e di cartoni nel 2001 è stata di
8,9 milioni di tonnellate con una riduzione del 2,3% che è stata
registrata per lo scorso anno rispetto ai livelli record raggiunti
nel 2000. Un rapido sguardo all’andamento dei diversi comparti che
compongono il settore evidenzia che quasi tutti i volumi di
produzione sono stati inferiori a quelli del 2000.
Una sostanziale tenuta ha invece mostrato, anche lo scorso anno, la
produzione di carte tissue, dove si deve sottolineare che le
cartiere italiane sono i primi produttori in Europa.
L’andamento non positivo a livello internazionale della
produzione e della domanda di prodotti cartari nel corso del 2001 si
è riflesso anche sui prezzi delle materie prime fibrose: la
cellulosa e la carta da macero.
Un accenno di
ripresa:
Dopo
le rilevanti difficoltà del 2001, alcuni segnali che inducono a un
cauto ottimismo, dopo questa prima parte dell’anno, vengono
proprio dalla ripresa delle quotazioni delle materie prime,
avviatasi ad aprile per le cellulose e ancora prima per il macero.
La situazione relativa al primo semestre 2002 che emerge
dall’indagine congiunturale di Assocarta mostra, pur in un
contesto di volumi prodotti e
venduti sostanzialmente analogo allo stesso periodo dello scorso
anno, una tendenza all’allungamento del “portafoglio
clienti”.
La stessa indagine congiunturale mostra, inoltre, anche previsioni
di miglioramenti per la domanda sia interna che estera di carte
cartoni nel secondo semestre, per cui si intravedono nella seconda
parte dell’anno possibilità di ripresa per l’economia
internazionale. È proprio la possibilità di mantenere questa
nostra capacità competitiva in futuro nel contesto del mercato
unico europeo che costituisce la nostra principale preoccupazione,
forse direi ancora più dell’andamento del mercato, alla cui
ciclicità, come cartai, siamo storicamente abituati. In questo
senso la principale preoccupazione che abbiamo è collegata ai costi
dell’energia che per le nostre imprese sono i più alti dell’UE.
I due grandi
temi dell’energia e dell’ambiente:
Insieme
all’energia, il secondo grande tema sul quale si gioca la
competitività delle nostre aziende in ambito europeo è quello
ambientale. La crescita del settore in questi anni è avanzata in
parallelo con il miglioramento delle prestazioni ambientali, che
l’industria controlla e gestisce con efficienza. Le cartiere
credono fortemente nella valenza dei sistemi di gestione ambientale
e ciò è dimostrato dalla forte partecipazione delle aziende ai
requisiti della norma ISO 14.000, che è stata attivamente promossa
dall’Associazione.
La nostra attenzione agli aspetti ambientali, oltre che al processo,
è da sempre rivolta anche alle materie prime che utilizziamo.
Tradizionalmente priva di materie prime forestali, l’industria
cartaria italiana ha sviluppato una forte capacità di riciclare i
propri prodotti, al punto da basare il 57% della produzione sul
macero. Il restante apporto di fibre deriva dalla cellulosa
e dalla pasta meccanica (solo in piccola parte autoprodotta).
I consuntivi per il 2001 indicano un utilizzo di oltre 5 milioni di
tonnellate di macero, a fronte di 3,5 milioni di tonnellate di fibra
vergine. Inoltre Assocarta ritiene che lo sviluppo della
certificazione forestale possa rappresentare un’importante
garanzia, oltre che per i clienti, anche per tutti gli operatori
della filiera. Troviamo poi logico che le sinergie esistenti
all’interno di quest’ultima vengano sviluppate a livello delle
nostre rispettive Associazioni in un progetto comune.
Le linee di
sviluppo per il futuro:
Crediamo
tuttavia che lo sforzo comune debba essere rivolto verso temi
concreti, dove l’impegno congiunto possa produrre effettivo valore
aggiunto per i nostri rispettivi associati. Con le organizzazioni
sindacali è stata peraltro avviata una serie di interventi unitari
nel campo della sicurezza che sta diventando sempre di più una
priorità non solo a livello aziendale, ma anche associativo.
Insieme alla sicurezza, un’altra area di grande impegno per
Assocarta è quella della formazione specialistica cartaria nella
quale l’Associazione ha confermato il suo supporto al corso
post-diploma organizzato dalla Scuola Interregionale Cartaria di
Verona e ha promosso l’avvio della laurea triennale in ingegneria
della produzione cartaria organizzato
a Fabriano dall’Università di Ancona.
Vorrei concludere da dove ho iniziato, ovvero dalla necessità
per l’industria cartaria italiana di operare in condizioni
competitive nel contesto europeo. Gli imprenditori sono orgogliosi e
tenaci.
Ma - deve essere ben chiaro a tutti – che competere in certe
condizioni è
impossibile. Anche in conseguenza dell’introduzione dell’Euro
nella vita di tutti i giorni, sarà sempre più insostenibile il
permanere di ritardi strutturali e oneri burocratici per le nostre
imprese rispetto ai concorrenti europei.
I prossimi anni saranno decisivi per adeguare il nostro Paese, a
livello nazionale e locale, rispetto alle opportunità ma anche alle
sfide della costruzione europea
e noi, come Associazione, cercheremo di portare il nostro
contributo.
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