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Rifiuti,
l’alt della Regione
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Città
di Castello (Perugia) - Dalle direttive teoriche
all'applicazione concreta. Ma l'ok non è ancora ufficialmente
arrivato dalla Regione. La costituzione dell'ambito alta Umbria per
la gestione dei rifiuti è un traguardo ormai raggiunto e condiviso
da tutte le forze politiche dei territori coinvolti. Ma si tratta,
per ora, di un atto che presenta programmi solo sulla carta. E
allora da più parti arriva la sollecitazione a fare in modo che gli
obiettivi fissati in teoria abbiano riscontri concreti.
I primi a scendere in campo per spingere nella direzione di un avvio
della fase propriamente operativa sono i consiglieri comunali del «Centrosinistra
Vivo», che indirizzano il programma da perseguire su una linea
precisa. «L'istituzione dell'Ato non è sufficiente —
esordiscono — per garantire all'alta Umbria una gestione certa ed
indipendente in materia di smaltimento dei rifiuti. Ma occorre
coinvolgere in maniera diretta e funzionale la Regione».
Formato ufficialmente l'ambito, avendo dato il Consiglio comunale
mandato alla Giunta d'iniziare un percorso operativo finalizzato
all'autonomia gestionale dello stesso, «è ora necessario —
dichiarano i rappresentati di minoranza — convincere la giunta
dell'Umbria, e in primis la presidente Maria Rita Lorenzetti, che
l'accordo di programma con la Toscana è per il comprensorio di
vallata non solo utile, ma vitale per il contenimento dei costi e lo
sviluppo di sinergie per una qualità elevata del servizio di
smaltimento dei rifiuti».
Diventa fondamentale e urgente a questo punto, secondo gli esponenti
del Centrosinistra Vivo, «chiedere da subito l'adeguamento del
Piano regionale sui rifiuti per prevedere il sostegno al
finanziamento dell'impianto di preselezione (costo previsto 9
miliardi di lire) che determinerà la vera e propria gestione
autonoma del bacino Alta Umbria con un ciclo di rifiuti virtuoso,
completo e di lunga durata». Una proposta questa che il sindaco
Fernanda Cecchini ha raccolto con interesse.
«Si sta giocando una partita non semplice — ha detto il primo
cittadino —. E la serietà della discussione aiuta nell'intento di
fare uno dopo l'altro i passaggi che sono necessari perché vi siano
servizi che funzionano a costi sostenibili». La Cecchini è
positiva nel sottolineare che la possibilità di dotare l'alta
Umbria di un impianto di preselezione dei rifiuti rispetta
l'autonomia stessa del territorio, così come la possibilità di
siglare accordi interambito e interregionali».
Una possibilità che dovrà comunque essere tradotta in realtà
effettiva. E proprio per cogliere questo obiettivo il sindaco ha
garantito il massimo impegno istituzionale. «Prima di tutto, però,
dobbiamo guardare ai partner umbri — ha precisato la Cecchini —
e al ruolo che Sogepu (società che finora ha gestito i rifiuti nel
territorio) può svolgere insieme ad altre società».
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